Sono stati concitati, gli ultimi mesi di questo 2019 che sta per volgere al termine. E in tale concitazione, forse non tutti sono riusciti a seguire gli ultimi sviluppi della vicenda di Riace, il piccolo paesino calabrese diventato simbolo di accoglienza ed efficace integrazione agli occhi del resto del mondo, ed additato invece come epicentro di orribili crimini da una parte della stampa (e dunque dell’opinione pubblica) italica.

Ecco dunque le ultime novità, giusto per dovere di cronaca.

Alle elezioni di maggio 2019 era stato eletto Sindaco (con una lista civica vicina al movimento Noi con Salvini) Antonio Trifoli, sceso in campo per riportare a Riace quella trasparenza e legalità venute meno – a suo dire – durante l’amministrazione di Lucano (a tal proposito è bene ricordare che, dei 14 reati contestati inizialmente a Lucano dalla procura di Locri, la Cassazione ne ha respinti 12; la stessa Corte ha messo nero su bianco che a Riace “non ci sono state né ruberie, né truffe, né matrimoni di comodo“, e che il contestato appalto per la raccolta differenziata è stato gestito in modo assolutamente regolare).
Sei mesi dopo il tribunale di Locri dichiarava decaduto il neosindaco Trifoli, in virtù del fatto che, legge alla mano, non avrebbe nemmeno potuto candidarsi al ruolo di primo cittadino, in quanto ex vigile urbano in quello stesso Comune.

Sei mesi durante i quali, comunque, la nuova giunta era perfettamente riuscita a distruggere molto di ciò che di buono era stato fatto negli anni precedenti sul piano dell’integrazione e del rilancio dell’economia locale. Di tutto ciò vi avevamo dato conto qui.

DOPO LE BANCONOTE, L’OLIO

Circa un anno fa aderimmo all’iniziativa Solidali con Riace, acquistando tramite Chico Mendes alcune delle banconote stampate come valuta complementare e proponendovele come segnalibri o semplici souvenir. La cosa ebbe un indiscutibile successo, testimoniato dalla velocità con cui le banconote vennero esaurite.

Lo scorso 12 dicembre, invece, Altromercato annunciava tramite la propria Newsletter:

Finalmente, grazie soprattutto ai fondi raccolti dalla Fondazione E’ Stato il Vento, alcune delle piccole botteghe hanno potuto riaprire e ridare vita a questo meraviglioso esempio di integrazione.
L’emblema di questa ripresa è l’apertura del frantoio dove riacesi e migranti hanno messo insieme tradizioni e forza lavoro per produrre un olio di qualità che ha il sapore autentico della rinascita.

Chico Mendes ha dunque aderito con rinnovato entusiasmo al progetto e ha partecipato alla produzione di 1300 bottiglie d’olio evo.
Anche noi ci sentiamo di aderire, e raccogliendo i vostri ordini. Se siete interessati ad ordinare una bottiglia d’olio al costo di 15€, non dovete far altro che compilare il modulo qui sotto entro e non oltre il 16 febbraio 2020.

 

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