Tra gli aspetti più caratterizzanti del Commercio Equo e Solidale c’è sicuramente il rapporto che unisce produttori e importatori: un rapporto basato su fiducia e collaborazione, capace di guardare oltre il mero vantaggio economico del momento.

Non è sempre facile far capire al pubblico questo aspetto. Abituati come siamo alla stabilità dei Paesi nord-occidentali, fatichiamo a immedesimarsi in persone che devono fare i conti con eventi climatici estremi o rovesciamenti politici violenti dall’oggi al domani. Certo, gli effetti dei cambiamenti climatici si stanno facendo sentire anche da noi, e l’instabilità politica esiste anche nel “nord” del mondo: ma se da noi il peggio che può capitare sono frequenti crisi di governo, risolte peraltro con pacifiche prassi costituzionali, altrove gli scenari sono spesso da guerra civile, con colpi di Stato violenti e instaurazione di dittature sanguinarie.

Per questo, dunque, mantenere i rapporti commerciali anche con un produttore momentaneamente in crisi diventa fondamentale. Emblematica da questo punto di vista è la storia di Ambootia, storico produttore di alcuni pregiati che trovate nei nostri punti vendita.

Da piantagione coloniale a riscatto sociale: la storia di Ambootia

Ambootia è una piantagione creata dagli inglesi nel 1861. Una volta ritornata all’India, è diventata una compagnia privata che dal 1994 ha scelto la strada della coltivazione biologica e della certificazione fair trade. Oggi Ambootia continua la storica produzione di tè di qualità, trasformando il modello coloniale della piantagione in una realtà ecologica, socialmente responsabile e autonoma caratterizzata dal rispetto dei lavoratori e dell’ambiente.

Il migliore te’ al mondo

Ctm Altromercato importa da Ambootia il tè in foglie nelle varietà verde, nero e bianco. Il tè cresce nella regione del Darjeeling, Bengala Occidentale, la regione dalla quale provengono i più pregiati tè indiani e dove la tradizione è antica e raffinata. La piantagione è situata a 1.500 metri di quota sulle pendici dell’Himalaya: 1.000 ettari totali, dei quali 350 a tè e gli altri coperti di campi, boschi, prati.

La crisi

Negli ultimi anni l’importazione di tè da Ambootia si è complicata, per via di una serie di motivi. Altromercato, in una recente comunicazione, ha spiegato:

Le prime criticità con il fornitore sono sorte a seguito di una serie di scioperi organizzati in tutto il Darjeeling nel 2018 che hanno mantenuto ferme le attività economiche durante 6 mesi, con conseguente crollo della produzione dell’ 80%.
Il danno economico subito dal fornitore nel 2018 ha portato a una grave crisi finanziaria, che ha causato diverse interruzioni di fornitura e difficoltà di scambio di informazioni.
Gli scambi già deboli del 2019, sono stati ulteriormente messi alla prova dall’arrivo della pandemia in India, che ha costretto i nostri contatti in Ambootia a lavorare da casa, spesso con infrastrutture digitali molto fragili. Inoltre il fornitore ha dovuto gestire una riduzione di disponibilità di manodopera a causa del blocco degli spostamenti, forti ritardi sulla consegna degli imballi e sulle attività di selezione, imbustamento e confezionamento.
Infine, la gestione del trasporto via nave si è decisamente complicata e, dato il ridotto numero di tratte disponibili, i costi di trasporto sono schizzati alle stelle.
Dopo i primi mesi di difficoltà, abbiamo iniziato a ricevere nuovamente aggiornamenti, soprattutto sulle misure che Ambootia ha iniziato ad adottare per sensibilizzare i produttori sulle misure anticovid.
Verso la fine del 2020, gli scambi hanno iniziato ad essere più frequenti e il fornitore ha iniziato a inviarci in modo parziale alcuni ordini arretrati del 2019 e del 2020 con un forte ritardo, che ha creato notevoli problemi di continuità.
A inizio del 2021 c’è stata una ristrutturazione organizzativa del fornitore e una ricerca di partner finanziatori, con relativa dismissione di alcuni settori di attività e cambi a livello di direzione. Questo ha portato a timidi segnali di ripresa, grazie anche alla riattivazione delle consegne da parte dei fornitori di imballi, con i quali sono migliorati i rapporti a seguito dell’acquisizione della liquidità necessaria.

Azioni per la continuita’

Come spesso accade nel Commercio Equo, quando un produttore è in difficoltà si tenta di venirgli incontro, per non interrompere i rapporti. Ed è ciò che è successo anche in questo caso, come si può leggere nel prosieguo della comunicazione da parte di Altromercato:

Con l’obiettivo di sostenere il produttore in questo periodo molto complesso, abbiamo valutato di attivare una nuova filiera di confezionamento in Italia. Questo ci permette di acquistare da Ambootia la materia prima, unica fornitura che riescono a garantire con continuità ad oggi, e quindi di mantenere vivi i rapporti e gli acquisti con il fornitore.

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