Disposizioni per la promozione e la disciplina del commercio equo e solidale

Dopo anni di lavoro l’iter legislativo per una disciplina del mondo del commercio equo e solidale è ad una svolta: la Camera ha approvato la proposta di legge nata dal «tavolo di coordinamento delle tre realtà maggiormente significative nel contesto del commercio equo e solidale italiano, AGICES, AssoBotteghe e Fairtrade/TransFair Italia». La parola adesso spetta al Senato.
Il primo significativo punto della legge è quello di dare una definizione di commercio equo e solidale, “attestando” in qualche maniera l’esistenza di questa realtà.
Vengono poi istituiti: la Commissione per il commercio equo e solidale presso il Ministero dello sviluppo economico e l’elenco nazionale del commercio equo e solidale al quale devono essere iscritti i soggetti che curano l’esecuzione o distribuiscono prodotti o servizi di tale mercato e stabiliti i criteri per accedervi. La commissione amministra tale registro e vigila sulle organizzazioni in esso elencate.
Il nodo probabilmente più importante è costituito dall’articolo 9, nel quale si stabilisce che solo i beni distribuiti dagli enti iscritti all’albo possano essere commercializzati con le diciture «prodotto del commercio equo e solidale», «prodotto del commercio equo», «commercio equo e solidale», «commercio equo», «fair trade», «comercio justo», «commerce equitable». Di conseguenza è vietato agli enti non iscritti all’albo identificare con tali diciture o con altre che lascino intendere l’appartenenza ad una filiera equosolidale.
Questo a tutela dei produttori e di chi crede in queste realtà.
Da ultimo la legge prevede che lo stato e le regioni appoggino la filiera equosolidale mediante:
– finanziamenti;
– azioni educative, iniziative di formazione, progetti di cooperazione;
– la scelta dei suoi prodotti e servizi nei propri acquisti e, in particolare, per le mense e per i servizi di ristorazione delle amministrazioni pubbliche.

Il testo della legge e quello della presentazione alla camera sono disponibili qui:

testo della proposta di legge
Elementi per l’esame in Assemblea

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