Tatawelo

Il caffè zapatista

La coltivazione

Le piante che danno vita al caffè Tatawelo vengono coltivate nel Nord del Chiapas dai produttori della cooperativa Ssit Lequil Lum ( dal tzeltal I frutti della Madre Terra). Le attività della cooperativa rientrano nel progetto di autonomia del Caracol di Roberto Barrios, uno dei cinque centri amministrativi autonomi dei popoli zapatisti.

Coltiviamo il nostro caffè nel rispetto della Madre Terra, senza inquinarlo con i prodotti chimici e i fertilizzanti promossi dal Mal Governo, per dare ai compratori solidali un prodotto sano e di buona qualità. Ricevere un prezzo giusto ci permette di avanzare nella costruzione del sogno zapatista e nel raggiungimento delle richieste di autonomia, educazione, salute e alimentazione (Belisario -Presidente della Cooperativa)

La torrefazione

Una volta arrivato in Italia, il Tatawelo viene torrefatto nella Casa circondariale “Lorusso e Cotugno” di Torino dalla cooperativa sociale Pausa Cafè, come percorso di reinserimento sociale e lavorativo dei detenuti. Prima di essere impacchettato, il caffè Tatawelo viene miscelato con una parte di caffè proveniente da altre piccole cooperative del Centro America e importato da Pausa Cafè.

La distribuzione

La rete di distribuzione è composta da cooperative, botteghe del mondo, Gruppi di Acquisto Solidale, associazioni, collettivi, circoli Arci, soci e sostenitori individuali di tutto il territorio nazionale.

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