Artigianato dall'oasi di Siwa
Artigianato, cultura, saperi locali e mercato. Sostenere e valorizzare l'artigianato tradizionale dell'oasi di Siwa (Egitto) collegando le produttrici ed i produttori marginali alle reti del commercio equo e solidale e ai mercati nazionali ed internazionali.
Questo progetto della durata complessiva di 3 anni, promosso e co-finanziato dalla Regione Toscana, vede un partenariato composto da Cospe, Il Villaggio dei Popoli, Artex, Siwa Community Development and Environment Conservation e Fair Trade Egypt.
Obiettivi del progetto
Si vuole contribuire all'aumento ed alla diversificazione dei redditi nell'area dell’oasi di Siwa migliorando la produzione artigianale per renderla competitiva sui mercati nazionali ed internazionali e valorizzando la cultura ed i saperi locali in un’ottica di scambio interculturale. Nello specifico il progetto si pone due precisi obiettivi:- Migliorare la produzione ed aumentare le opportunità di commercializzazione dell’artigianato tradizionale di Siwa attraverso attività di assistenza tecnica, formazione, promozione in Egitto ed in Italia;
- Sostenere la preservazione delle risorse culturali ed artigianali con un'ottica orientata non solo alla conservazione del patrimonio e dei saperi, ma anche ad un rinnovamento degli stili e ad una loro valorizzazione economica.
Sintesi del Progetto
Il presente progetto si inserisce nel quadro di intervento, estremamente ampio e variegato, della ONG Cospe in Egitto, con attività di cooperazione che riguardano tematiche quali lo sviluppo di comunità, la promozione dell’artigianato e del Fair trade, l’educazione e l’ambiente.In particolare l’iniziativa finanziata dalla Regione Toscana mira a consolidare rapporti di collaborazione già strutturati nel settore dell'artigianato tradizionale dell'oasi di Siwa, dove è attiva l’associazione SCDEC di sviluppo locale, protezione ambientale, produzione e commercializzazione di prodotti dell'artigianato tipico sia femminile (ricamo, cucito, cesteria) che maschile (gioielleria in argento, lavorazione del legno di palma). L’obiettivo del progetto è aumentare il reddito delle artigiane e degli artigiani di Siwa migliorando la loro produzione artigianale per renderla competitiva sui mercati nazionali ed internazionali e valorizzando la cultura ed i saperi locali in un’ottica di scambio interculturale.
Il progetto prenderà in esame singole componenti sui temi della produzione e del mercato, valorizzando l’iniziativa in un contesto di scambio tra i territori toscano e mediterraneo. In Toscana, il ruolo delle organizzazioni partner coinvolte è quello di attivare canali di assistenza tecnica per lo sviluppo del prodotto e commercializzazione dei prodotti artigianali nelle reti del commercio equo e solidale (Villaggio dei Popoli, cooperativa di commercio equo e solidale) e di organizzare attività comuni di informazione e sensibilizzazione sul territorio tra le quali la partecipazione dei produttori artigianali di Siwa e dei loro manufatti alla Mostra-Convegno Terra Futura di Firenze.
Nell’ambito dei progetti attualmente in corso in Egitto inoltre, lo scambio interculturale e la messa in rete di esperienze mediterranee a confronto, è facilitato dalla realizzazione di viaggi di turismo responsabile che seguono percorsi di eco-turismo e di contatto-conoscenza delle popolazioni locali, proprio attraverso visite dirette e partecipazione alle attività delle produttrici e produttori tradizionali. A tali iniziative di formazione e scambio, oltre all’associazione di sviluppo locale di Siwa, partecipa attivamente anche l’organizzazione egiziana di commercio equo e solidale Egypt Crafts Centre, già partner del COSPE sia per l’assistenza tecnica che per la commercializzazione dei prodotti artigianali tradizionali in Egitto e all’estero.
Beneficiari del Progetto
Beneficiari diretti del progetto saranno dunque le produttrici ed i produttori di Siwa, che riceveranno assistenza tecnica, formazione, canali commerciali alternativi a quelli tradizionali, promozione della produzione artigianale sui mercati nazionali ed internazionali, attraverso le reti del commercio equo e solidale.Inoltre, il progetto rafforzerà le azioni di sviluppo locale intraprese dall’associazione di Siwa, e promuoverà la visibilità del patrimonio culturale dell’oasi attraverso l’allestimento del museo, il supporto ad addetti locali alle attività ecoturistiche e sostenendo l’azione delle autorità locali.
Problemi sui quali il Progetto si propone di intervenire
Tra i gruppi sociali che maggiormente soffrono di una marginalizzazione economica e che necessitano di appositi interventi vi sono i produttori artigianali, una categoria composta prevalentemente da donne, sovente a capo della famiglia, e da piccoli contadini che integrano l'attività artigianale con quelle agricole di tipo stagionale. Gli artigiani e le artigiane egiziani appartengono generalmente alla categoria dei lavoratori in proprio o dei contadini senza terra. Il loro reddito medio annuo è di circa 100-200 USD, e si colloca quindi sotto la soglia di povertà.Tradizionalmente, i prodotti artigianali erano utilizzati principalmente all'interno delle comunità di appartenenza dei produttori. Una volta diffusa la produzione meccanizzata di manufatti, il legame funzionale fra gli artigiani e la loro comunità è scomparso ed i produttori (per la maggior parte donne) hanno perso il proprio mercato e il loro reddito si è progressivamente contratto. Rivitalizzare tali attività economiche significa migliorare le condizioni di vita di gruppi che rischiano di essere emarginati dal processo di modernizzazione. Per le donne, poi, la produzione artigianale rappresenta spesso un importante strumento d'indipendenza economica e di rafforzamento sociale.
Oggi, l'artigianato egiziano ha come principali clienti i turisti, i consumatori urbani appartenenti alle classi medio-alte, gli espatriati che abitano in Egitto e consumatori esterni (esportazione). I produttori non hanno le conoscenze tecniche ed i mezzi finanziari per poter autonomamente rivolgersi a questi mercati. Il loro legame con il mercato è rappresentato da intermediari privati che, sovente, applicano prezzi di acquisto non remunerativi per i produttori e non stabiliscono con essi legami tali da poter stabilizzare il lavoro ed i guadagni degli artigiani.
Le politiche governative economiche e sociali rispetto al settore sono carenti e gli stessi progetti di cooperazione non hanno mai affrontato il problema nella sua interezza e, anche quando sono intervenuti a sostegno del settore, si sono sovente concentrati sulla parte relativa alla produzione, senza prendere in conto tutti i processi che occorre mettere in atto per stabilizzare e rendere produttiva e sostenibile tutta la filiera.
Per questi motivi, interventi a sostegno dell'artigianato egiziano, che organizzino e colleghino gli artigiani delle comunità svantaggiate al mercato possono essere in grado di dare risposte efficaci. In particolare, dato che la gran parte degli artigiani sono donne, le imprese artigiane sono un valido strumento per promuovere processi d’indipendenza economica e rafforzamento sociale per le donne. Di conseguenza, il garantire delle occasioni di lavoro remunerativo alle artigiane, che sono portate a rinvestire i loro guadagni per assicurare salute e educazione per la famiglia, contribuisce a migliorare le condizioni di vita della popolazione.
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