Lettera aperta del C.d.A. sulla questione CTM - Banca Prossima

Ai soci e clienti della Cooperativa “Il Villaggio dei Popoli” s.c.a.r.l.;
All’Associazione di Volontariato “Il Villaggio dei Popoli” onlus e a tutti i volontari;
All’Associazione di Volontariato EticaMENTE onlus;
A quanti seguono le attività della cooperativa.



A seguito dell’assemblea del 29 aprile e del dibattito sviluppatosi in quella sede sulla questione Banca Prossima – CTM, il C.d.A. del Villaggio dei Popoli sente l’esigenza di fornire, con questa comunicazione ai propri soci, clienti, volontari, amici e interlocutori, un riassunto ed un aggiornamento sulla vicenda, per fornire le informazioni corrette anche a chi non l’ha seguita per intero.

La premessa è costituita dall’accordo stipulato fra CTM Altromercato e Banca Prossima per ottenere finanziamenti a tasso agevolato a favore delle botteghe socie. Tale esigenza nasceva da una situazione critica legata a crescenti problemi di liquidità di molte botteghe, che si ripercuotono sull’intera struttura del consorzio.

Banca Prossima è una banca nata per appoggiare il terzo settore e l’economia non-profit, ma anche, sostanzialmente, un’emanazione di Banca Intesa – San Paolo, uno degli istituti più sotto accusa, in quanto inserito nell'elenco delle cosiddette “banche armate” e finanziatore di interventi ritenuti da più parti lesivi della giustizia, del lavoro e dell’ambiente.

La decisione del C.d.A. di CTM Altromercato ha prodotto subito una reazione negativa fra alcuni soci del consorzio. La replica di CTM era che, secondo i dati forniti dagli stessi coordinatori della campagna contro le Banche Armate, si evinceva un disimpegno progressivo di Intesa San Paolo dal commercio delle armi. Tuttavia, uno studio recentemente commissionato da CTM Altromercato ad un consulente super partes ipotizza uno scenario diverso, e cioè un tuttora pesante coinvolgimento di Intesa San Paolo nel traffico di armi, attraverso strumenti finanziari e partecipazioni che non solo sfuggono alle rilevazioni di legge, ma addirittura tendono a non essere più controllabili da chi li ha emessi.

L’attenzione alla questione Banca Prossima – CTM Altromercato si è concretizzata in inchieste e dossier su varie testate e siti, fra cui il dossier prodotto dalla bottega socia CTM Altromercato “Bandera Florida”, che ha formalmente chiesto al C.d.A. di CTM Altromercato di recedere senz’altro dall’accordo con Banca Prossima. A questo documento, con cui si cercava in sostanza di attivare una campagna di pressione delle botteghe socie del consorzio nei confronti del C.d.A. di CTM Altromercato, il C.d.A. del Villaggio dei Popoli ha dato la propria adesione il 12 marzo scorso.

Pochi giorni dopo è partita la lettera aperta di don Santoro e altri firmatari, in cui si deplorava l’accordo e si lanciava una campagna di boicottaggio dei prodotti a marchio CTM Altromercato da parte delle botteghe, associazioni, gas.

Il C.d.A. del Villaggio dei Popoli ha elaborato una risposta al documento di don Santoro in cui si motivava la nostra decisione di non aderire a tale boicottaggio, ritenendolo una misura da prendersi nei confronti di ben altri marchi – tipo Nestlè e Nike - e non di un soggetto come CTM Altromercato. In tale risposta si esprimeva peraltro in modo inequivocabile il giudizio negativo di questo C.d.A. sull’accordo di CTM Altromercato con Banca Prossima.

Il C.d.A. del Villaggio dei Popoli ha espresso e ribadito tale giudizio negativo in altre sedi e in altre forme: con gli interventi della consigliera Elisabetta Torselli al forum territoriale CTM Altromercato del 9 aprile a Bologna (analoghe posizioni sono state espresse dalle botteghe emiliane presenti), con la lettera al C.d.A. di CTM Altromercato redatta e inviata il giorno 28 aprile scorso. In tale lettera si ponevano inoltre all’attenzione del C.d.A. di CTM Altromercato i danni economici (in conseguenza del boicottaggio), ma anche d’immagine e di relazione con i soci e con i soci prestatori che derivano e deriveranno alla nostra cooperativa da questa vicenda.

Le posizioni assunte sulla vicenda da questo C.d.A. vanno considerate come il punto di partenza per un’elaborazione politica e etica delle nostre scelte in materia di reperimento delle risorse finanziarie e sostenibilità. E’ un’elaborazione di cui crediamo che il Villaggio dei Popoli, in questa fase della sua vita, abbia necessità.

Tanti anni fa, grazie al vivo interesse per la finanza etica del fondatore Edward Butler, il Villaggio fece la scelta del prestito sociale, ossia risparmio sociale. Su questa strada il Villaggio, dopo una certa stasi, è andato di nuovo avanti dall’ottobre 2006, quando è stata lanciata la campagna sul prestito sociale. Pur nei vincoli di legge giustamente intesi a tutelare pienamente il socio prestatore, ossia risparmiatore, ciò ha rappresentato per noi non solo un punto fondamentale dello scopo sociale, in cui profondamente crediamo, un elemento fortemente qualificante della nostra cooperativa, ma anche uno strumento importante sul piano finanziario come cespite di liquidità. La gestione del prestito sociale, ossia risparmio sociale, è ovviamente un onere importante e delicato per la cooperativa. La consigliera Lisa Peruzzi dedica a questa mansione una buona parte del proprio lavoro retribuito di dipendente della cooperativa, coadiuvata in questo dai responsabili delle botteghe, e, sul piano di un primo e prezioso orientamento al tema, dai volontari.

Indipendentemente da questa risorsa interna che abbiamo saputo assicurarci con un lavoro di anni e non senza grande impegno della cooperativa nel suo complesso, ci troviamo comunque in una fase in cui la ricerca di risorse finanziarie nuove è, o ci appare, vitale per garantire la sostenibilità del Villaggio dei Popoli. Ma la vicenda potrebbe forse insegnarci che quello della provenienza dei soldi è, e in futuro sarà sempre di più, un tema estremamente sensibile, indipendentemente dalla bontà in sé del progetto che quei soldi dovrebbero aiutare a sostenere. In particolare, le banche, armate o no che siano (perché non è assolutamente detto che questo sia l’unico metro di giudizio discriminante), hanno contribuito in misura determinante negli ultimi anni a quella finanziarizzazione dell’economia (dai tristemente famosi derivati e subprime ai fondi che contengono titoli giocati sulle speculazioni sul prezzo dei generi alimentari e ad altre iniquità) che ha prodotto, sta producendo e produrrà disastri per milioni di persone in tutto il mondo. E’ bene dunque aprire una fase di approfondimento su questi temi. Nel ribadire con chiarezza il nostro no all’accordo CTM – Banca Prossima, invitiamo tutti quelli che hanno idee, conoscenze, competenze in questo campo a farsi avanti per tracciare insieme a noi le linee di questa riflessione.

Firenze, 12 maggio 2008
Il CdA de Il Villaggio dei Popoli



Autore: Marco Bellucci
Data di pubblicazione: 12 maggio 2008
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