In questa pagina troverete recensioni di libri e riviste dedicati al mondo del commercio equo e solidale, ma anche ai temi del consumo critico, del turismo responsabile, della finanza etica e tutto ciò che riteniamo possa essere un interessante spunto di riflessione per chi si occupa di questi temi.


Viaggiatori viaggianti

Andrea Semplici ripercorre le strade e i luoghi di grandi viaggiatori, personaggi straordinari, perdendosi e ritrovandosi a inseguirne i sogni e le passioni, i misteri affascinanti e la voglia di incalzare l'orizzonte.

Il lettore si ritroverà sugli altopiani etiopici sulle tracce di Arthur Rimbaud, l'irrequieto poeta che, avendo smesso da tempo di scrivere, era forse andato a vivere le sue “stagioni all'inferno”, attraversando deserti per commerciare con il Negus Menelik, il futuro vincitore di Adua.

Oppure se ne andrà alla Fine del mondo, in Patagonia, terra di migranti e fuorilegge, di bellezze terribili e mozzafiato, dove le storie si intrecciano inesorabilmente ad altre storie, dove due giovani, Alberto Granado ed Ernesto Guevara, imbarcarono la moto Poderosa II sul traghetto Modesta Victoria. Traghetto oggi guidato dall'ultimo nipote di Martin Sheffield, grande pistolero e raccontaballe di origini texane finito nei libri di Bruce Chatwin.

O magari si perderà nell'intreccio magico di letteratura, mito e ricerca storica sulle rotte di Sandokan, il pirata della Malesia, fiero avversario degli inglesi conquistatori. O ancora dietro ai misteri che assillano Corto Maltese a Venezia.

Quanti sanno, oggi, che fu il nome del Negus Hailé Selassié, quando era ancora il ras Tafari Makonnen, a battezzare il movimento dei neri liberi giamaicani, i rastafarians? Che furono le foto della sua incoronazione, diffuse in tutto il mondo, che ritraevano i messi dei sovrani europei inchinati di fronte all'imperatore nero, a fare di lui, despota dal pugno di ferro, l'oggetto della venerazione di un cantore come Bob Marley?

In Marocco alla ricerca di tracce di Ibn Battuta, “il più grande viaggiatore dell'epoca premoderna”, in Groenlandia fra gli inuit cacciatori di foche, con il loro miscuglio traumatico di modernità e tradizioni ancestrali, in Cile con la poesia e il mito di Pablo Neruda, di nuovo in Patagonia dove abitava fino al 1999 l'ultima superstite della popolazione india ona, popolazione non sopravvissuta all'arrivo dei coloni bianchi. Sempre la Patagonia, teatro nel 1921 di una tragica rivolta anarchica. Poi nel Sahara a cercare oasi mitiche, già cercate dai sahariani novecenteschi, e in Mali per incontrare Ryszard Kapuscinski, “lo scrittore-reporter che meglio di ogni altro ha saputo raccontare l'Africa”. Senza dimenticare l'incontro immaginario delle straordinarie donne viaggiatrici-scrittrici in un'oasi del deserto egiziano.

Nel libro di Andrea Semplici si respirano bellezze lontane, magie, culture a cui accostarsi con curiosità e rispetto, da sfiorare soltanto, per poi ripartire, sempre inseguendo qualcosa che si trova un po' più in là. Senza la pretesa di capire tutti i misteri, di svelare tutti i segreti, questo libro pone la ricerca al centro del proprio girovagare, la celebra, con la dovuta leggerezza, dal primo all'ultimo capitolo. D'altronde, c'è forse qualcosa che possa rappresentare la ricerca meglio di un viaggio?

Recensione a cura di Francesco Martini

Autore: Francesco Martini
Data di pubblicazione: 12 giugno 2008
Permalink


Alcuni articoli correlati:
  • Cotone sulla pelle
  • Turismo solidale in bottega
  • Mappamondo postglobale
  • Dalla parte sbagliata del mondo

  •