In questa pagina troverete recensioni di libri e riviste dedicati al mondo del commercio equo e solidale, ma anche ai temi del consumo critico, del turismo responsabile, della finanza etica e tutto ciò che riteniamo possa essere un interessante spunto di riflessione per chi si occupa di questi temi.
Cotone sulla pelle
Nell'ambito della campagna Tessere il futuro sulla filiera del cotone, CTM Altromercato, in collaborazione con Oxfam, Fair e Roba, ha pubblicato questo interessante dossier sul filo lungo e intricato del cotone delle magliette che indossiamo.Il libro ci permette di ripercorrere tutta la vita del cotone, dal seme fino alla confezione degli abiti, attraverso paesi e storie diverse, viaggi da una parte all'altra del pianeta, inciampando in abusi, violazioni dei diritti umani, inquinamento, mercati e lobby potenti.
La coltivazione del cotone è una delle più problematiche e inquinanti. La pianta è molto delicata e vulnerabile alle malattie, e pertanto ha bisogno di una grande quantità di pesticidi, che non solo vanno ad inquinare i terreni e le falde dei paesi d'origine, provocando malattie spesso anche mortali tra le popolazioni locali, ma finisce anche nei tessuti che indossiamo e che teniamo sulla nostra pelle.
Per questo la Monsanto ha prodotto il cotone BT, una semente OGM che dovrebbe ridurre la necessità di pesticidi. Ma questo nella realtà non avviene, per tutta una serie di meccanismi di adattabilità delle malattie e di scarsa funzionalità del prodotto, ed ha provocato invece l'aumento dell'indebitamento dei contadini indiani che hanno usato questi semi e si sono trovati intrappolati in un meccanismo da cui è difficile uscire. Nell'ultimo decennio più di 40.000 agricoltori si sono suicidati, ed è per questo che alcuni governi locali indiani hanno portato la Monsanto in giudizio.
Le alternative alla trappola OGM ci sono, e sono soprattutto i sistemi della lotta integrata e del biologico. Le rese sono sul momento minori e gli sforzi necessari maggiori, ma l'attenzione al mantenimento della biodiversità, delle specie locali, delle risorse idriche e della fertilità dei terreni, assicureranno la sostenibilità a lungo termine di queste coltivazioni, che, se pur ancora di nicchia, si stanno rapidamente espandendo anche nei paesi del Sud.
Ma le speculazioni delle potenti aziende transnazionali non si fermano qui, e si intrecciano strettamente con la politica. Il prezzo internazionale del cotone è in continua diminuzione, con grave danno per i piccoli produttori del Sud del mondo. Queste diminuzioni sono dovute principalmente, ma non solo, al “dumping”, cioè ai sussidi di cui godono i coltivatori statunitensi per il solo fatto di dichiarare di coltivare cotone. In paesi come il Mali, il Ciad, la Costa d'Avorio o il Burkina Faso, dove l'economia si regge quasi esclusivamente sulla coltivazione del cotone, il crollo continuo dei prezzi provoca gravi problemi.
La questione è complessa, e si compone di molte facce diverse, che il dossier spiega con grande chiarezza, ripercorrendo anche tutte le fasi storiche del mercato mondiale del cotone e le influenze delle lobby e dei governi occidentali.
Ogni tappa della filiera del cotone, dalla coltivazione alla confezione della maglietta, passando per la filatura, tessitura e colorazione, dà filo da torcere ai lavoratori ed ai difensori dei loro diritti.
Le donne, e soprattutto i bambini, lavorano duramente, sia nei campi che nella fase del confezionamento. Sono lavoratori più docili, e si possono pagare di meno. Lavorano molte ore al giorno, senza pause, senza norme di sicurezza, a diretto contatto con prodotti chimici e macchinari pericolosi. Responsabili non sono solo i datori di lavoro diretti, ma anche gli appaltatori, le grandi multinazionali o le piccole aziende senza nome, che commissionano le produzioni in India o in Cina, senza eseguire controlli sulle condizioni di lavoro, ma anzi richiedendo produzioni sempre più a basso costo e con ritmi molto serrati, per seguire il mutare della moda e delle richieste del pubblico.
E qui entriamo in gioco anche noi, consumatori di abbigliamento. La nostra richiesta di prodotti è sempre maggiore, ed il prezzo che siamo disposti a pagare sempre più basso.
Ma allora, è una trama senza via di uscita? Le alternative ci sono, sono percorribili, e già delle buone pratiche in questo senso si sono sviluppate. Primo tra tutti il commercio equo e solidale. Il dossier racconta la storia della prima filiera tessile completamente equosolidale, che ha sviluppato CTM Altromercato in Argentina, un esperimento riuscito che si intreccia strettamente con la storia recente dell'Argentina, e che ha portato tre cooperative ad entrare a pieno titolo nel circuito del commercio equo: dalla coltivazione della fibra alla confezione degli abiti, passando per la tessitura e la tintura..
Cotone sulla pelle è un libro che ci fa sentire come davvero le nostre magliette, oltre che stare a contatto con la nostra pelle, nascono e crescono sulla pelle degli altri, e ci mostra le nuove trame di giustizia che possiamo tessere insieme.
Il dossier si conclude con una ricca bibliografia.
Recensione a cura di Sara Passerini
Autore: Francesco Martini
Data di pubblicazione: 9 giugno 2008
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