Lettera del CdA a soci, clienti e volontari
Cari soci, clienti e volontari delle botteghe, del magazzino e delle associazioni,Vogliamo informarvi in modo approfondito sulla nuova politica dei prezzi della cooperativa Il Villaggio dei Popoli e sulla riorganizzazione complessiva delle attività del magazzino di via Morosi.
Come forse sapete, l’Agices (l’Associazione Generale Italiana del Commercio equo e solidale) ha deliberato, a favore delle Botteghe del Mondo e delle associazioni e/o cooperative che le reggono, la facoltà di ritoccare i prezzi al cliente dei nostri prodotti (secondo l’ottica del “prezzo consigliato” ma non “imposto”). L’Agices lo ha fatto consapevole dei problemi di sostenibilità, e dunque di sopravvivenza, che molte botteghe stanno vivendo. La bassa marginalità (in sostanza “quanto resta a noi”) del comparto alimentare, che costituisce comunque il grosso del fatturato equo-solidale italiano, la scontistica praticata in magazzino a determinati acquirenti, come i GAS e le associazioni: sono queste le linee di una politica di diffusione ulteriore del prodotto equo-solidale e di relazione con realtà per noi importanti, linee a cui non vogliamo rinunciare. Ma non possiamo neanche permetterci di rinunciare all’opportunità offertaci da Agices: se l’assemblea dei soci Agices ha deliberato in quel senso, è perché ce n’era la necessità.
Per questo, considerate le problematiche economiche della cooperativa, abbiamo deciso di applicare un aumento dei prezzi mediamente di poco inferiore al 10%. Naturalmente questo aumento si modula in termini diversi fra ingrosso e dettaglio, incidendo meno sui prodotti alimentari di largo consumo (fino al semplice arrotondamento decimale) e più sull’artigianato e la regalistica, e salvaguardando per quanto ci è possibile le condizioni di favore di cui usufruiscono GAS, Botteghe del Mondo, associazioni, e naturalmente i nostri soci. Vogliamo anzi esaltare i caratteri di “mutualità prevalente” della nostra cooperativa, che è una cooperativa di consumo, con promozioni periodiche rivolte ai soci su referenze di volta in volta segnalate con comunicazioni pubbliche (e-mail, newsletter, avvisi).
E’ un aumento che molti di voi giudicheranno indubbiamente consistente, ma che va a ritoccare una politica di prezzi finora non allineata in alcun modo con i costi che la cooperativa deve sostenere. Contemporaneamente, se vogliamo assicurare la sostenibilità e una destinazione più razionale delle risorse del magazzino, ci è necessario riorganizzarne i servizi, restringendo la modalità “cash and carry” (prelevamento diretto dagli scaffali) e lavorando con gruppi e botteghe previo invio di ordini per fax e su appuntamento.
In parole povere: la crisi tocca anche noi, ma non tocca i nostri principi: intendiamo anzi continuare ad allargare la base del commercio equo e solidale, perché pensiamo che, con azioni adeguate, una diffusione ulteriore del commercio equo e solidale oltre il proprio bacino storico si possa perseguire anche in tempi di crisi, anzi, forse, più che mai in tempi di crisi, come frutto di una più diffusa riflessione sui modelli prevalenti di consumo. Ma oggi vogliamo garantire nel modo più equo possibile sia il mantenimento dei posti di lavoro dei nostri dipendenti (le politiche del lavoro della cooperativa hanno comportato negli ultimi anni un incremento di dipendenti regolarmente assunti con costi aziendali più elevati che in passato), sia gli acquirenti e soci (privati associazioni botteghe gas), sia i produttori del Sud del Mondo, i soggetti principali della nostra stessa missione, che dalla fine delle Botteghe del Mondo (ci sembra) ricaverebbero solo svantaggi. Ciò che è recentemente successo nel panorama del commercio equo e solidale, con la scomparsa di alcune botteghe, ci deve far riflettere.
Il consumatore responsabile equo-solidale sa bene e da molto tempo che il prezzo più vantaggioso per l’acquirente finale non è necessariamente quello “più giusto”. Oggi si tratta in primo luogo di garantire la solidità e la permanenza di una sponda commerciale affidabile e ampiamente presente ai produttori del Sud del Mondo che lavorano per le filiere equo-solidali. Anche la crisi globale in atto ci può far compiere un altro salto di qualità nella relazione con questi produttori. Si tratta di spartire lungo tutta la filiera dal produttore al consumatore equo-solidale il peso della crisi, si tratta di cominciare a pensarci, noi consumatori equo-solidali, come co-produttori-finanziatori di produzioni che cercano di agire sull’ingiustizia e sulla povertà là dove esse si originano. Ma anche la sostenibilità di tutto questo ha il suo costo, anche prenderne atto è una forma di solidarietà.
Il C. d. A. del Villaggio dei Popoli
Marco Bindi, Elisabetta Torselli, Marco Bellucci, Lisa Peruzzi, Maria Francesca Torselli
Autore: Lisa Peruzzi
Data di pubblicazione: 18 marzo 2009
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